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“Sono diventato più freddo sottoporta”

Bubu

Le parole di Gabriele Mascazzini alla sua terza esperienza con la maglia del Mendrisio

da L'Informatore (Edizione N°15, 14 aprile 2023)

Mattia AlleviProtagonista e risolutore di diverse partite con un gol più bello dell’altro, Mascazzini ha raccontato i motivi che lo hanno portato per la terza volta al Comunale. Cresciuto a Melide, il 28enne ha poi fatto le giovanili con il Lugano e il Team Ticino, prima di approdare per la prima volta a Mendrisio a cui è seguita una breve parentesi con il Lugano U21.

Poi la scelta a 22 anni di andare a giocare dall’altra parte del mondo, prima alle Filippine e poi in Australia, com’è stata quell’esperienza?
Alle Filippine è stato un anno strano ma bello (ride ndr). Ci allenavamo alle 6 del mattino perché a Manila faceva troppo caldo durante il resto del giorno. La stagione era andata bene e per un posto non ci qualificammo per la Champions League asiatica. Erano tutte squadre delle varie isole, in cui eri obbligato a prendere l’aereo per spostarti, quindi quando andavi in trasferta c’erano 5mila spettatori ma tutti dell’altra squadra. In Australia invece ho fatto i seguenti nove mesi, i campi da calcio erano perfetti e i centri sportivi giganti. Anche lì è andata alla grande, sfiorando la promozione per la Serie B.

Terminata l’avventura il fantasista è tornato a Mendrisio per altri due anni, poi la scelta del Melide con cui a suon di gol, ben 29, ha conquistato il campionato di Terza Lega. Infine lo scorso luglio il tuo terzo ritorno nel Magnifico Borgo, cosa ti ha fatto ritornare dopo solo un anno?
A Mendrisio era arrivato un nuovo allenatore con cui non andavo d’accordo quando ero al team Ticino. Non abbiamo trovato un punto d’incontro e quindi sia per me che per la società ho preferito andar via. Ho scelto di tornare a Melide con i miei amici visto che c’era un progetto per vincere. La mia voglia però era quella di rientrare a Mendrisio per cercare di conquistare la promozione.

Cosa ti piace di più di questa società?
Ha dei sani principi, è una piazza importante dove il calcio è molto seguito, e per me, è soprattutto una grande famiglia.

Mercoledì scorso ad Ascona hai raggiunto per la prima volta, tra Prima Lega e Seconda Lega Inter, la doppia cifra a livello di gol, te lo aspettavi?
Si è vero, ci ero andato vicino nel 2019 fermandomi però a quota nove, poi con il Covid non siamo più potuti andare avanti. Già li un po’ mi era scocciato, arrivare in doppia cifra era il mio obiettivo e senza rigori non è stato facile. In questa stagione ne abbiamo avuti finora otto, se ne avessi battuto qualcuno sarebbe stato sicuramente più facile (ride ndr). Ma va bene cosi, sono Bini e Gibellini i tiratori e li battono anche bene, l’importante è vincere.

Per la gioia del pubblico del Comunale che ormai ti ha adottato, negli ultimi anni sei diventato più decisivo sottoporta, come mai?
Devo dire che tanti gol sono stati difficili, non so spiegarmi il motivo, segnavo spesso anche prima, ma ero più un giocatore da assist. Diciamo che sono diventato un po’ più freddo sottoporta.

Diciamocelo, quanto volte lo alleni il tiro a giro?
Penso che ce l’abbia di mio da quando sono piccolo, ho sempre fatto quei tipi di gol. Poi per quel che riguarda le punizioni chiaramente bisogna sempre allenarsi e qualche volta un po’ di fortuna non guasta.

L’anno scorso avevi detto: “il Mendrisio a metà classifica di 2a Lega Inter non si può vedere, bisogna investire su giocatori di qualità, perché pensare di arrivarci soltanto con i giovani è davvero difficile”, confermi?
Sì confermo, una società come il Mendrisio con uno stadio, una cornice di pubblico e una storia così non è da Seconda Lega Interregionale, anzi, dev’essere almeno in Prima lega.

Qual è quindi il tuo obiettivo personale da qua al termine della stagione?
Il primo obiettivo è sicuramente quello di vincere il campionato, stiamo andando forte ma non è così facile. Sappiamo che finché vinci va tutto bene ma poi appena ne perdi una inizia a diventare complicato. A livello personale invece mi auguro di continuare così: fare assist, gol e aiutare la squadra, magari arrivando a 15 reti visto che mancano ancora nove partite, con qualche rigorino chissà (ride ndr).

Domani alle 16 al Comunale arriva il Gambarogno, sono loro la squadra ticinese che più vi ha messo in difficoltà?
Sì, devo dire che all’andata a Magadino, nonostante il nostro rigore non trasformato da parte nostra, lo 0-0 era giustissimo in quanto era stata una partita ostica. Secondo me a loro manca qualcosa in attacco, però in difesa è veramente difficile fargli gol, sono una squadra ben compatta che gioca bene palla a terra. Credo anche che la loro classifica non è veritiera per come giocano, meritano qualche punto in più.