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Comunicazione da record

Scritto da FC Mendrisio | 3 lug 2026

Parla Mattia Allevi dopo l’addio al club: “E ora la sfida di Londra”

da L'Informatore (Edizione N°27, 3 luglio 2026)

Riccardo Vassalli) È un’estate di cambiamenti per il Mendrisio. Diversi i volti noti che, tra qualche giorno, vestiranno la maglia biancorossonera e diverse, per contro, anche le persone che non faranno più parte del club. Tra questi anche Mattia Allevi, che lascia il ruolo di responsabile della comunicazione dopo anni di successi a livello mediatico e sui social.

Mattia, è difficile racchiudere cinque anni in poche parole. Cosa ti ha lasciato questa avventura?
Mi ha lasciato tantissimo, sia dal punto di vista professionale sia da quello umano. Sono cresciuto insieme al FC Mendrisio, imparando a raccontare non solo le partite, ma tutto ciò che ruota attorno a questo club. Lavorare nel mondo del calcio è un privilegio. Quando ci tieni davvero, però, questo lavoro richiede tanto tempo e dedizione. Ho vissuto anni in cui dovevo conciliare la distanza, il mio lavoro alla RSI Sport e il Master all’Università di San Gallo: una sfida impegnativa, ma che mi ha permesso di crescere, perché ogni esperienza ha arricchito l’altra. Ho capito che la passione è fondamentale, ma da sola non basta. Bisogna studiare, documentarsi e mettersi continuamente in gioco.

La partita più memorabile e quella più difficile?
La prima che mi viene in mente è stata la vittoria per 1-0 a Ibach nel 2022, con il gol di Bini al 94’. Per me è stata la scintilla che ha acceso la corsa alla promozione di quella stagione. La più difficile, invece, non è una singola partita, ma il periodo delle quattro sconfitte consecutive di due anni fa, tutte di misura e con gol subiti nei minuti finali. Raccontare quei momenti è stato complicato, soprattutto dal punto di vista della gestione dei contenuti e della comunicazione.

Cosa ti mancherà di più del Comunale?
Mi mancheranno i rituali del giorno partita: svegliarmi con il sorriso sapendo che si gioca in casa, arrivare al campo un’ora e mezza prima, mettere la musica e vedere il Comunale riempirsi poco alla volta. Ma soprattutto mi mancheranno i tanti weekend trascorsi lì, il piacere di ritrovare amici al campo, così come all’Adorna: due luoghi magici per me, dove sono nato e cresciuto.

Lavoro clamoroso sui social. Figlio della passione, ma anche di competenza e strategia. Un club come il Mendrisio oggi non può prescindere dalla comunicazione?
Oggi la comunicazione è parte integrante della vita di un club. Devo ringraziare il Comitato, che mi ha dato grande fiducia e libertà. Con il tempo ho costruito anche una squadra di collaboratori, che ringrazio per aver contribuito ad alzare sempre di più l’asticella. Insieme abbiamo cercato di creare contenuti sempre migliori, con l’obiettivo di raccontare il club nel modo più autentico possibile. Il giorno della partita rappresenta solo una piccola parte del lavoro: il vero racconto nasce durante la settimana e accompagna i tifosi fino al weekend, alimentando quella voglia di vedere i ragazzi in campo al Comunale. Essere diventati la seconda società calcistica più seguita del Ticino dimostra che anche nel calcio regionale, con passione, competenza e una strategia chiara, si possono ottenere risultati importanti. E mi ha fatto particolarmente piacere vedere, solo qualche settimana fa, quattro fotografi a bordocampo per una partita di Terza Lega valida per la promozione: anche questo è un piccolo segnale di quanto sia cresciuta l’attenzione verso il nostro calcio.

Chi erediterà i social del club troverà un’ottima base…
Lo spero. Più che una pagina social, credo di lasciare un metodo di lavoro, un’identità ben definita e una visione della comunicazione che spero possa essere portata avanti. E ne approfitto per lanciare un appello: il club è sempre alla ricerca di volontari che abbiano voglia di mettersi in gioco nell’area social media e comunicazione. Le porte sono aperte: club@fcmendrisio.ch.

In Inghilterra, quale sarà il tuo nuovo “Mendrisio”?
Mi sono trasferito da qualche mese a Londra con mia moglie e Nobu, ma nei weekend continuerò sicuramente a vivere il calcio. Londra rappresenta una nuova sfida e ci sono già alcuni progetti sportivi che stanno prendendo forma. Anche se da lontano, però, continuerò a seguire con grande affetto il club del Magnifico Borgo.